I patrioti da tastiera e il sequestro del pensiero prima che di una italiana all’estero.

I patrioti da tastiera e il sequestro del pensiero prima che di una italiana all’estero.

di Massimiliano Salce

Ci siamo. Subito hanno fatto adunata gli pseudo patrioti che inneggiano alla Patria, evviva gli italiani ovunque e sempre, forza Italia!

Però massacrano in maniera vergognosa una loro concittadina di rientro a casa e denigrano lo Stato che l’ha riportata indietro. Quelli del “prima gli italiani”… ma che si incazzano perché è stata salvata una italiana.

Demolito il principio cardine della logica e cioè il principio di non contraddizione, si giustificano dicendo che non andava fatto (e violano di nuovo lo stesso principio) o che non era quello il modo.

E mettono quindi sullo stesso piano gli impegni interni in campo assistenziale sociale contro Covid con gli impegni di strategia internazionale. E qui si apre l’apoteosi del non-pensiero. Mischiano file di indigenti italiani con problemi nati anni e anni prima e nati su di un piano estraneo a quello casalingo e ben più complesso, cangiante, pericoloso, sempre esistito sul piano internazionale, dimentichi di sacerdoti cattolici sequestrati o di Luca Tacchetto, Alessandro Sandrini e Sergio Zanotti.

Mescolare gorgonzola e nutella sortirebbe effetti migliori.

Nulla di nuovo, usi al solito guazzabuglio di significanti e semantiche a collettame, leggi: alla rinfusa.

Puntuali come il sorgere del sole, fanno frullati di concetti ed è già una concessione che faccio loro nel definire concetti certi loro borborigmi, in quanto il concetto è pensiero, ragionamento, idea, consecuzione logica, capacità di analisi, principio di non contraddizione, finezza argomentativa, rappresentazione della realtà.

Nulla: suonano solo grancassa, tromboni, retorica e passo dell’oca.

Ragionano come sempre con intestini carenti di serotonina.

Esistesse il reato di bancarotta del pensiero, sarebbero perennemente in flagranza.

Cambiano argomento, vanno sul religioso e anche lì le cose non vanno meglio, anzi peggiorano.

Non conoscono il nome dei 12 apostoli, non sanno cosa siano le virtù teologali, non si ricordano i vizi capitali, stentano a ricordare i nomi degli evangelisti, non sanno spiegare il significato di Deuteronomio senza correre a leggere su Google, magari scambiandolo con il Deuterio e lamentano sulla conversione di una che sceglie una religione non loro. Quella fatta di santini attaccati in auto con la scritta “papà vai piano” o quella del matrimonio in chiesa ma col pensiero alla lista invitati, preoccupati di non aver scordato nessuno di importante, che possa essere utile per la loro carriera o amanti del Natale che porta il pandoro quale massimo segno identitario fondante la nazione cristiana.

Lontani discendenti di Caifa si stracciano le vesti per il pagamento di un riscatto, dimentichi del caso Cirillo e delle trattative che intervennero tra pezzi dello Stato e pezzi di anti-Stato, non sanno chi è Farouk Kassam e cosa accadde in quel rapimento dai tratti foschi e torbidi che vedeva recapitare pezzi di orecchio ai familiari, men che meno conoscono il caso Roberta Ghidini e certi rapporti che intervennero nel pagamento del riscatto.

Lo Stato ha o non ha il potere di salvare un suo consociato? Sta sullo stesso piano del privato cittadino?  Domanda.

Lo Stato ha un’etica o ha solo una missione politica, di volta volta mutevole e sulla base della quale istituisce norme in senso gerarchico ed è indifferente del tutto alla morale? Rileggere Hans Kelsen (Lineamenti di dottrina pura del diritto – prima edizione 1934 e seconda nel 1960) costa fatica, abituati come sono all’esercizio del non-pensiero. Lo scambiano per un detersivo per piatti, suona simile.

Specie per gli avvezzi a nutrirsi del verbo sub dottrina Feltri, Sallusti & Co. o di profili social argomentanti solo odio ma operanti in loro come intellectus angelicus. Niente che affatichi i neuroni, per carità.

La norma che vieta il pagamento dei sequestri di persona è la stessa che regola l’uso dei fondi dei servizi segreti? O sono piani diversi? Cosa si può fare con quei fondi?  .

Il divieto di pagamento ai sequestratori, da parte dei parenti del sequestrato, opera e vieta allora, per caso, nel campo della tessitura internazionale di rapporti, equilibri, strategie, tattiche, accordi, alleanze, collegamenti sotterranei, incontri segreti, ove viaggiano soldi, informazioni, scambi di vario genere? O sono settori diversi, ove sono vigenti regole e leggi diverse? Lo Stato stabilisce di volta in volta le norme che rispondono al fine che si propone, non per tendere ad un qualcosa di morale che il diritto dovrebbe incarnare e realizzare in astratto, non è quello il suo ruolo.

Sono denari vietati?  Evidentemente no.  Che per quanto odiosi, viscidi, fanno parte del gioco di salvaguardia degli interessi nazionali, evitano attentati, morti e che fino a quando continueremo a pensare in termini di giardinetti casalinghi sbarrati anziché vera armonia internazionale che elimini la miseria, le sofferenze, le differenze tra popoli, cari Patrioti, serviranno sempre.

Ma il patriota a corrente alternata non capisce che la guerra non si fa più con i carri armati schierati o scavando trincee.

Ma si fa in maniera più torbida, meno chiara, sotterranea e la colpa non è la loro, dei Servizi o dei terroristi ma è la nostra.

Sì la nostra.

Perché noi sosteniamo, con la nostra accondiscendenza, disimpegno, qualunquismo, sfruttamento delle risorse per il nostro benessere, il sistema economico mondiale fatto di ingiustizie, popoli affamati, masse di diseredati, mamme disperate, che altri poi sfruttano per farci la guerra e ce la prendiamo pure con chi va in quelle zone a mostrare un volto diverso del nord rapace del mondo e ci aggiungiamo il  fastidio che qualcuno ci vada a costruire ospedali.

Ed in questo mondo “armonioso”, secondo i patrioti da telefonino, i “servizi” si dovrebbero muovere secondo dei binari ben tracciati dalla legge o essendo qualcosa che è strategia funzionale ad una politica internazionale sotterranea, non ufficiale, che ha a che fare col torbido da noi creato ed alimentato in termini economici, dovrebbero invece essere svincolati da questi binari?

Perché è questo il problema che ogni volta viene fuori nei sequestri internazionali ma gli italiani non lo affrontano mai, impegnati come sono in apericene, tornei di calcio e negli ipermercati a passeggiare e comprar prodotti, griffe di marca, magari fatti col lavoro minorile dei paesi affamati.

Dove poi il terrorismo trova fertile terreno e adepti.

Poi arrivano le liberazioni dietro riscatti e il patriota al computer che fa? Si risveglia dal letargo morale che lo affligge e lancia anatemi, in quel tipico stato poco lucido, detto ipnopompico, che affligge chiunque appena si svegli, con risultati che è ben facile immaginare.

E si sveglia improvvisamente leone pacifista, accusando gli acquisti in bombe islamiche col prezzo del riscatto, cioè i nostri soldi, dimentico che l’industria italiana, contro la quale non protesta, ovviamente ignorando, produce mine antiuomo, armi, ordigni che vengono venduti a paesi e frange armate sicuramente non cristiane. Si chiama triangolazione. Ha fatto piovere una parte delle bombe siriane in testa ai curdi. Rigorosamente made in Italy. Ma si sa la colpa è di…Gino Strada.

In questo quadro da Monstrorum Historia (Ulisse Aldrovandi Bologna, 1522-1605) l’italiano specializzato in social odiatori, ha la stessa lunghezza di capacità di illuminazione mentale pari ad un cerino minerva acceso nel deserto. E quel che vede a 50 centimetri pensa sia il mondo intero.

Infine, chiudono il siparietto mentale da avanspettacolo, incarnando l’ossesso di Cafarnao con relativa scialorrea, per il fatto che il potere esecutivo si rechi a ricevere una cittadina rimpatriata, sulla base dell’azione dello stesso potere esecutivo. Come se non fosse mai avvenuto o come se fosse il prete dall’amore sacro ad accogliere Bocca Di Rose e l’amor profano alla stazione del paesino successivo. E da lì costruiscono teorie strampalate, sillogismi evanescenti, abduzioni, in ordine alla bontà o meno di un governo.

Niente da fare. Non sono diversità di opinioni politiche più o meno accettabili.  Siamo in pieno sequestro estorsivo del pensiero. Liberarlo sarà difficile anche per i Servizi segreti.

segreterianazionale@sicurezzacgs.org

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.